
Oro: cosa ci dicono i grafici e l’analisi storica
Andamento Recente dei Metalli Preziosi
Alla fine di gennaio si sono verificati movimenti ribassisti significativi nei metalli preziosi, guidati in particolare dall’argento, che ha subito una perdita giornaliera superiore al 27%, e dall’oro, calato del 9,83%. Questi dati indicano che il mercato ha raggiunto un momento di particolare attenzione. Tradizionalmente, l’oro rappresenta un valido asset di riferimento per la copertura del portafoglio nei periodi di incertezza. Tuttavia, di recente, i prezzi dei metalli preziosi erano aumentati rapidamente anche grazie agli acquisti speculativi tramite ETF. Dopo la nomina di Kevin Warsh come potenziale presidente della FED, si è assistito a un progressivo disimpegno da parte di alcuni operatori.
Analisi Storica e Tecnica: Somiglianze e Differenze nel Trend
Dal punto di vista storico e tecnico, l’osservazione di un grafico dell’oro con dati mensili a partire dalla fine degli anni ’60 rivela alcune similitudini tra il trend attuale e quello dei primi anni ’70, periodo segnato dal cosiddetto Nixon Shock, quando il presidente Nixon sospese la convertibilità del dollaro in oro, dando origine alle “fiat money”. Benché le condizioni odierne presentino differenze rispetto a quegli anni, le analogie meritano attenzione.
L’Indice RSI come Strumento di Analisi
Un’utile chiave di lettura consiste nel rilevare, tramite l’indice RSI (Relative Strength Index), il ripetersi di livelli di ipercomprato (sopra 70) associati a correzioni di prezzo. Le correzioni rappresentano movimenti temporanei contro il trend di fondo, spesso ribassisti ma seguiti dalla ripresa del trend rialzista. Sono stati identificati quattro livelli di RSI significativi: il livello 1, il più alto, è stato raggiunto solo nel 1973 e nel 2026; il livello 2 nel 1972 e 1980; il livello 3 in più occasioni (1974, 1978, 2006, 2008 e 2020). Ogni volta che l’RSI si è invertito su questi livelli, è seguita una correzione all’interno di un trend rialzista. Le vere inversioni di trend, invece, sono state registrate vicino al livello 4.
Correzioni e Inversioni
A differenza delle correzioni, le inversioni di prezzo rappresentano il punto più alto di un trend, il top di mercato, dopo il quale segue un lungo periodo ribassista. L’oro ha registrato diverse inversioni sui dati mensili intorno al livello 4 (i1, i2, i3 e i4). Analizzando il grafico di quegli anni, si nota che la prima inversione (i1) potrebbe sembrare più una correzione, dato che il trend è ripartito; tuttavia, la durata di ben 21 mesi suggerisce che avesse tutte le caratteristiche di una vera inversione, considerando che nello stesso intervallo le correzioni effettive sono durate mediamente circa 5 mesi.
Correzioni basate sui trend storici come punto di riferimento.
Le correzioni degli anni ’70 illustrano la varietà e la profondità dei movimenti: quella di luglio 1972 durò 4 mesi con un calo del 13,98%, principalmente dovuto a prese di profitto dopo una forte crescita. Nel giugno 1973, una correzione di 5 mesi portò a una perdita superiore al doppio della precedente (-29,91%), ancora una volta causata da prese di profitto e azioni di stabilizzazione monetaria. Un’altra correzione significativa si verificò nell’aprile 1974, con una perdita del 25,30% in 4 mesi, seguita da una lunga inversione iniziata a fine 1974 (-47,37% in 21 mesi), influenzata dall’annuncio di vendita di una parte delle riserve auree del FMI e da una domanda americana ridotta dopo la legalizzazione del possesso di oro. La correzione più profonda, che segnò la fine del ciclo rialzista degli anni ’70, avvenne a febbraio 1980: in soli due mesi l’oro perse il 32,43%. L’ascesa dell’oro degli anni ’70 iniziò con il Nixon Shock e terminò con il Volcker Shock, quando la FED alzò i tassi d’interesse al 20%, rendendo oneroso detenere oro, mentre sul mercato dell’argento la speculazione dei fratelli Hunt innescò ulteriori vendite per copertura dei margini.
Argento
Oltre alle dinamiche dell’oro, anche l’argento ha raggiunto livelli tecnici estremi, superando la banda di Bollinger superiore di 5 deviazioni standard e collocando RSI, MACD e ATR ai massimi ventennali.
Indicatori Tecnici e Supporti Attuali
Da un punto di vista tecnico, le attuali indicazioni suggeriscono una fase di correzione piuttosto che una vera inversione, sebbene ciò dovrà essere confermato dai prossimi movimenti di prezzo. Nel mese di gennaio, la candela mensile ha chiuso in verde, mantenendo circa metà dei guadagni. Tuttavia, una tale volatilità richiede tempo per essere riassorbita.
Guardando il grafico settimanale, la media mobile a 20 settimane si è dimostrata un solido supporto nei momenti di debolezza (linea nera). Prima di essa, il livello di Fibonacci a 4581 (38,2%) rappresenta un primo riferimento, seguito dal livello 4305 (50%), coincidente con l’area della stessa media mobile. Una correzione di due terzi dalla base di 3.300 porterebbe a 4045 (61,8%). Tali livelli hanno storicamente sostenuto la lateralità delle candele mensili e possono essere considerati supporti principali. Il primo livello di resistenza si trova attorno a 5.000, molto vicino al primo livello di ritracciamento di Fibonacci al 23,6%, dove si trovano due livelli di chiusura ed un livello di apertura delle ultime tre candele settimanali.
Conclusioni: Trend e Prospettive Future
Nonostante il movimento ribassista attuale, l’oro continua a mostrare una tendenza al rialzo. È interessante osservare che la rapidità e l’intensità della recente discesa ricordano molto quelle avvenute alla fine degli anni ’80, poco prima del massimo di mercato.
In quell’occasione si era verificata una combinazione di fattori simili agli attuali: da un lato le politiche innovative introdotte da un nuovo presidente della FED (circostanza che oggi potrebbe ripetersi con Warsh, la cui nomina deve ancora essere ratificata dal Senato), dall’altro la maggiore volatilità dell’argento causata dalle speculazioni dei fratelli Hunt (ci sono delle analogie con le recenti speculazioni attraverso ETF ed ETC).
Diventa quindi essenziale tenere sotto controllo sia l’evoluzione dei tassi d’interesse — soprattutto in relazione alla possibile conferma di Warsh alla guida della FED — sia i futuri cambiamenti di volatilità sull’argento. La storia mostra come grandi rivoluzioni nella politica monetaria, come quella guidata da Volcker, e forti spinte speculative sull’argento, come quella dei fratelli Hunt, abbiano rappresentato la conclusione di lunghi trend. Come suggerisce un noto detto attribuito a Mark Twain: “la storia non si ripete, ma spesso fa rima”.
Mario V. Guffanti CFTe, 7 Febbraio 2026
About the author

Mario Valentino Guffanti is a board member and Head of the Lugano Chapter. He is a financial advisor, technical analyst and researcher based in Milan, Italy. As an author of technical articles and lecturer as well as instructor in technical analysis courses in Switzerland, he is also dedicated to financial coaching through NLP techniques (neuro-linguistic programming).
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