
Yen giapponese & Co: quali prospettive per il 2026?
Tra la fine di ogni anno e l’inizio del successivo, vengono pubblicati numerosi studi finanziari con l’obiettivo di individuare gli asset più promettenti per il nuovo periodo. Tuttavia, è raro che questi studi dedichino un’analisi approfondita e mirata alle valute come classe di investimento a sé stante, nonostante il loro impatto sia spesso determinante per i rendimenti degli investitori.
Il ruolo delle valute negli investimenti
Infatti, lo scorso anno, uno dei fattori più importanti è stato l’andamento del dollaro americano che, per chi investe in euro, è stato un forte detrattore di performance. Tanto che all’inizio di quest’anno nel campo dell’investment c’è ancora un forte pessimismo per la valuta americana.
Ma il mercato si rivela sempre imprevedibile, e se analizziamo un grafico decennale del Dollar Index, emerge una possibile rivincita della valuta americana: il prezzo si trova nuovamente su una resistenza intorno a quota 100, dopo aver superato la media mobile a 200 giorni, la quale sta iniziando ad appiattirsi. L’oscillatore MACD è vicino alla zero line e, storicamente, dalle sue inversioni partendo da livelli bassi (area verde nel grafico), si sono sviluppati dei buoni trend. Naturalmente è un po’ riduttivo pensare che questi segnali diano la certezza del risultato, ma teniamo conto che l’analisi tecnica non è predittiva, ma probabilistica. Ci sta solo suggerendo in che direzione guardare. Se poi accade, i prezzi lo confermeranno.
Valute di paesi esportatori di materie prime
Per chi ragiona in euro, altre valute degne di attenzione sono quelle dei paesi esportatori di materie prime, come la corona norvegese (NOK) e il dollaro australiano (AUD). Queste hanno generato buone performance, ma la loro affidabilità futura è in buona parte legata all’andamento del prezzo del petrolio, elemento che introduce una forte incertezza. Analizzando un grafico decennale della corona norvegese contro euro, si nota che la risalita dei prezzi all’interno del canale e l’oscillatore RSI in ipercomprato sono fortemente correlati con lo spike avuto sul prezzo del petrolio (sovrapposto con una linea azzurra nel grafico – prezzi sulla scala di sinistra).
Il Franco Svizzero come asset difensivo
Una strategia interessante per chi ha portafogli in euro, consiste nel destinare una piccola parte della liquidità al Franco Svizzero. Un’analisi decennale del cambio CHFEUR mette in evidenza un deciso trend rialzista, con il cross valutario che si sta riavvicinando alla media mobile a 200 giorni. Un investitore europeo che avesse detenuto Franchi Svizzeri negli ultimi 37 anni avrebbe visto il proprio capitale quasi raddoppiare.
Lo Yen giapponese: un’opportunità da monitorare
Tra le valute potenzialmente interessanti come il Franco Svizzero, lo Yen giapponese emerge per alcune peculiarità. Guardiamo un grafico di performance di lungo periodo con rappresentate le performances di un investitore europeo che avesse investito in Franchi Svizzeri, Dollari americani, Corone Norvegesi, Dollari Australiani e Yen giapponesi.
La prima cosa che salta all’occhio è la persistenza del Franco Svizzero contro euro. Ma la seconda è la grande ampiezza dei trend dello Yen giapponese. Storicamente, lo Yen ha mostrato ampie variazioni di trend rispetto all’euro, con movimenti superiori al 70%. Il primo trend, all’inizio degli anni ’90, fu dovuto allo scoppio della bolla speculativa giapponese, il secondo trend fu caratterizzato dal periodo della crisi dell’euro, ed il terzo dalla crisi del 2008, dove lo Yen agì da valuta rifugio. Tali inversioni sono particolarmente evidenti quando la curva dello Yen parte da un punto molto basso.
Ad oggi, il grafico mensile del cross JPYEUR con i dati che partono dal 1989, mostra che la curva è tornata ai livelli di fine 1990, una zona potenzialmente favorevole. Inoltre, l’oscillatore mostra una divergenza simile a quelle osservate nel 2008 e nel 2014, anche se manca ancora il segnale definitivo: il MACD (linea rossa) deve attraversare la Signal Line (linea nera) verso l’alto affinché il cross acquisisca momentum. Quindi manca ancora un periodo di consolidamento e forza da parte della curva.
I grafici sono sempre delle sintesi cha riflettono la realtà sottostante: l’economia giapponese è attualmente soggetta a profondi cambiamenti, grazie alla fine del lungo periodo deflattivo ed alla normalizzazione della politica monetaria da parte della BOJ. In un contesto macroeconomico in così rapida evoluzione, potrebbe essere il momento di seguire con maggiore attenzione la valuta giapponese.
Mario V. Guffanti CFTe, 22 Marzo 2026
About the author

Mario Valentino Guffanti is a board member and Head of the Lugano Chapter. He is a financial advisor, technical analyst and researcher based in Milan, Italy. As an author of technical articles and lecturer as well as instructor in technical analysis courses in Switzerland, he is also dedicated to financial coaching through NLP techniques (neuro-linguistic programming).
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